#plasticfreeride da Torbole a Rimini

5 giorni in cui Raffaele non solo ha pedalato, ma ha pedalato con un carretto nel quale ha raccolto la plastica che ha trovato lungo la strada.

Un’idea creativa che ha unito la passione per la bicicletta e quella per l’ambiente.

Raffaele Fanini trentenne di Torbole sul Garda è arrivato a Rimini il 21 agosto dopo cinque giorni di percorso.

Ho pensato di fare questo viaggio per ripulire le strade dalla plastica, visto che è un problema sempre maggiore. Ho progettato questo viaggio, pensando alla soluzione migliore per una questione di logistica e una questione anche di fatica, perché all’inizio avevo pensato di avere magari una bacinella che fosse sul peso della bici dopo ho pensato che forse era meglio invece avere un carrello su cui inserire le bottiglie raccolte.

Per cui ho aggiunto un carrello alla bici e ho aggiunto una bacinella che contiene più o meno dalle 50 alle 60 bottiglie di plastica e man mano che percorrevo la mia strada mi fermavo ogni volta che vedevo una bottiglia o qualche rifiuto di plastica, lo raccoglievo con un bastone fatto a pinza e lo mettevo nel carrello e poi una volta pieno, ai primi bidoni che trovavo, ovviamente della plastica, lo svuotavo.

Ma come è nata l’idea?

Inizialmente doveva essere un viaggio semplicemente in bici Torbole – Rimini e poi siccome io faccio parte di un’associazione ambientalista che si chiama “Rotte Inverse”, ho pensato che questo viaggio potesse diventare in qualche maniera, non solo fine a me stesso, ma anche aiutare con un gesto banalmente semplice il pianeta”.

Quante volte hai svuotato la bacinella del tuo carretto?

Ho svuotato la bacinella 19 volte. Ogni volta che svuotavo la bacinella facevo una X dietro col pennarello”. Tanta la plastica però che è anche rimasta indietro perché posizionata in luoghi pericolosi per potersi fermare: il numero di “svuotamenti” sarebbe stato ancora più alto.

Non ho fatto grandi pezzi di ciclabili. L’unica ciclabile che ho fatto è stata quella da Peschiera fino a Mantova che è molto suggestiva, però tendenzialmente cercavo di stare sulle strade perché sono comunque quelle più sporche.

La cosa che in realtà mi ha fatto ragionare e riflettere di più, sono state delle lattine con grafiche proprio anni ’90, per cui ho riflettuto sul fatto che fossero lì da realmente tanto tempo”.

Come ti accolto la gente che hai incontrato?

Durante il percorso ho trovato persone squisite. Mi hanno sempre aiutato anche perché spesso chiedevo alle persone è la strada migliore da fare.

Le persone erano gentilissime, però allo stesso tempo vedevo che erano curiose però senza chiedere. Preferivano guardarmi in maniera quasi stranita senza chiedermi niente.

C’è solo stato qualcuno che mi ha fatto un segno un cenno di ringraziamento. Però da questo punto di vista ho riflettuto che probabilmente non è una problematica che la gente sente ancora come tale.

Instagram_raffaelefanini_69468375_236097874034544_9183804263758565049_n.jpg

Raffaele all’arrivo a Rimini

E con il carrello hai avuto problemi?

L’unico problema che ho avuto con il carrello più che altro sulle manovre, che ovviamente rispetto a una bici normale è molto meno agile. Per cui se, ad esempio, vedevo una bottiglia e avevo comunque quei 5-10 metri per fermarmi poi il tornare indietro a volente diventava un po’ problematico e a volte facevo prima a fare un’inversione tornare indietro di quei 20 m e poi riprendere la bottiglia e poi continuare

In generale quest’esperienza com’è stata?

Sono stato contentissimo di quello che ho fatto lo rifarei assolutamente, sarebbe bello penso rifarlo in più persone per creare un gruppo, per ovviamente riuscire a raccogliere più bottiglie, per ripulire di più. E penso anche sarebbe bello essere in un gruppo per avere un impatto visivo per le persone che non capiscono cosa stiamo facendo, per avere un impatto diverso.

Io penso che una persona non butterebbe mai una bottiglia o comunque un rifiuto dentro casa propria e secondo me le persone dovrebbero vivere di più il pianeta come la propria casa e per cui avere lo stesso rispetto di casa propria anche del pianeta”.

***

Raffaele Fanini, 30 anni di Torbole sul Garda, in provincia di Trento.
Lavora come webdesigner in un’agenzia di Comunicazione a Riva del Garda e le sue più grandi passioni sono lo sport e l’ambiente. Da qui l’idea di unirle per dare vita a Plastic Free Ride.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...